Lo scorso 2 maggio, il Corriere del Veneto dà la notizia della morte di una psicoterapeuta quarantatreenne che ha rifiutato le cure contro il cancro riconosciute dalla comunità scientifica in favore del Metodo Hamer o della Nuova medicina Germanica.

Come ricordato nello stesso articolo, il Corriere si era già occupato in passato del metodo Hamer e di come le pseudomedicine proposte da medici compiacenti (spesso radiati o sotto inchiesta da parte dell’Ordine dei medici) o da ciarlatani senza titoli possano costituire un pericolo mortale per chi vi si affida fideisticamente.

La Costituzione prevede il diritto a scegliere liberamente se e come curarsi, ma il codice di deontologia medica prevede anche che questa scelta sia preceduta da un’adeguata informazione.

Informazione che evidentemente in questo caso è mancata.

Cos’è la Nuova Medicina Germanica o il metodo Hamer?

Ce lo spiega nel video seguente Massimo Polidoro, scrittore e giornalista, cofondatore e Segretario nazionale del CICAP, dal suo canale youtube.

Marta non è stata l’unica vittima

Così come era mancata nel caso di un’altra vittima di Hamer, Eleonora Bottaro. Ragazza educata da genitori che credevano ciecamente nel metodo Hamer e cresciuta nella convinzione che la chemioterapia, che permette la guarigione del 90% di casi come il suo, fosse “velenosa”. È morta anche lei in seguito al rifiuto, in questo caso disinformato, di seguire terapie efficaci.

La magistratura ha riconosciuto i genitori responsabili per la disinformazione della figlia e per questo li ha condannati.

Le parole contenute nella motivazione della sentenza spiegano meglio di ogni altra considerazione perché una posizione come quella tenuta da questi genitori sia condannabile. E rileviamo come, per estensione, un tale giudizio possa essere esteso anche ai genitori che rifiutano pervicacemente di vaccinare i figli.

Ecco un estratto della sentenza.

L’ordinamento non pone il diritto di vita o di morte dei figli nelle mani dei genitori, al contrario i genitori sono custodi della vita dei figli, che hanno l’obbligo di proteggere.

Sottrarre la figlia – prosegue la sentenza – all’unica cura che la scienza medica conosce e che, fortunatamente, è anche una cura con elevata possibilità di successo, non è una scelta che risponda a prudenza e perizia… La salute di un figlio non può essere lasciata al mero arbitrio del genitore che senza alcun vincolo possa adottare qualunque scelta a suo piacimento, come se il figlio fosse una sua mera estensione secondo una prospettiva che, dietro una apparente modernità, finisce per negare al figlio la sua natura di soggetto autonomo portatore di diritti propri.

Si tratta di morte per “non cura”

Nella medicina scientifica si è visto un progressivo incremento della percentuale di guarigione dalle forme di cancro, passata da meno del 10% degli anni ’50 a oltre il 50% degli anni attuali.
Fra le varie forme di neoplasie alcune hanno al giorno d’oggi percentuali di guarigione che raggiungono il 90%.
Le cure alternative, invece, mantengono le stesse percentuali di (in)successo che si avrebbero in assenza di cure.
Quindi chi usa le cure più moderne può avere ragionevoli speranze di guarigione, mentre chi usa le forme alternative ha le stesse aspettative di sopravvivenza di chi non si sottopone ad alcuna terapia.
E d’altronde il metodo Hamer prevede proprio che non si faccia nulla e che si aspetti l’evoluzione naturale della situazione.